Premiati al Cersaie i vincitori del concorso “Di che doccia sei?”

Il bagno e l’ambiente doccia come luoghi non solo funzionali ma in grado di esprimere una propria identità estetica, nonché ambienti in cui ritrovare energia e benessere, grazie a soluzioni e tecnologie innovative: è il mood espresso dai progetti partecipanti al concorso “Di che Doccia sei?” con cui Ponsi ha voluto stimolare l’inventiva degli architetti per capire in che modo l’innovazione di prodotto, su cui lavora da diversi anni, può orientare nuove abitudini e stili di vita. Il bando chiedeva infatti di ambientare le collezioni dei soffioni d’arredo che Ponsi ha presentato al Salone del Mobile 2012: “Sospesa”, “Colore”, “Rod”, “Ergo”.

Nessun altro vincolo, se non la piena creatività.
 I progetti presentati, nella loro generalità, ritraggono una scenario in cui l’ambiente doccia diventa protagonista dello spazio bagno ma non solo, invadendo a volte la camera da letto come il soggiorno, le piazze come le spiagge. Provocazioni ma anche progetti concreti e realizzabili, complici i soffioni d’arredo che sono diventati il tramite per una nuova interpretazione dell’ambiente bagno. La doccia, quindi, come momento ludico o rigenerante, grazie a soffioni dalle linee eleganti (Rod, Sospesa) o giocose (Colore), che assecondano le forme del corpo umano (Ergo) o regalano un sottofondo di luce e colore. Cambia quindi lo spazio doccia, che non è più un semplice box ma un involucro accogliente o tecnologico, spesso dotato di comode e invitanti sedute, o delimitato da vetri multitouch e con proiezioni multimediali. L’evoluzione coinvolge anche il piatto doccia che è chiamato a confrontarsi con i soffioni d’arredo, per accogliere il corpo e l’acqua con soluzioni altrettanto innovative e ricche di suggestioni, ora invadendo l’ambiente di luce, ora ricoprendosi di erba.
 I partecipanti hanno immaginato scenari diversificati, dall’ambiente domestico all’hotel, dalla palestra alle piazze o alle spiagge, oppure spazi puri e sensoriali, in cui la doccia è sempre più un momento emozionale.

La Giuria

Presidente: Aldo Colonetti, direttore di Ottagono
Fabio Cavallini, presidente Rubinetterie Toscane Ponsi - Elio Fiorucci, stilista - Matteo Colombo, Progetto CMR - Marcello Cutino, BCF design - Laura Della Badia, Forward. Comunicazione per l’Architettura e il Design

 

 

PROGETTO VINCITORE: Me&Shower, Studio YELLOWMAT, Bergamo, arch. Marco Fattorini, arch. Tamara Taiocchi

Motivazione della giuria: Il progetto interpreta correttamente le potenzialità espressive del prodotto, declinandolo in un contesto chiaro e realizzabile. L’ambientazione proposta valorizza pienamente le peculiarità del soffione “Colore”, e ne fa il tramite per una nuova concezione dello spazio e del momento doccia negli ambienti fitness. Soffione utilizzato: “COLORE”

Il Concept: Quante volte dopo una sfiancante seduta in palestra avremmo desiderato rilassarci con una bella doccia rigenerante? E invece niente, oltre al danno, la beffa: costretti a docce in batteria totalmente prive di privacy e in completa assenza di comfort.
Una nicchia per coccolarsi e dove magari scoprire i piaceri della cromoterapia, ecco cosa dav- vero ci vorrebbe! Per questo nasce Me&Shower, per offrire la possibilità a tutti gli sportivi e non solo, di godersi un momento di puro relax completamente soli, circondati soltanto dalla calda luce di Colore, diffusa gentilmente dentro un’alcova appositamente ricreata... ad ognuno la propria doccia!

 

 


PROGETTO VINCITORE: Me&Shower, Studio YELLOWMAT, Bergamo, arch. Marco Fattorini, arch. Tamara Taiocchi

Menzioni Speciali:

- Minou, arch. Giovanni Bartolozzi, arch. Michela Sardelli, Firenze


Motivazione della giuria: Il progetto esprime con grande efficacia comunicativa e capacità di sintesi le qualità del prodotto. L’assenza di riferimenti spaziali enfatizza l’intimità tra prodotto e persona. Soffione utilizzato: “SOSPESA”

Il Concept: Questa suggestione si avvale del modello
 di soffione “Sospesa” per proporre un ambiente doccia
 puro e sensoriale, un ritorno all’essenza corporea, al silenzio, agli elementi primari: acqua e luce. Vi è inoltre 
il desiderio di concepire lo spazio del corpo come am
biente immersivo, per ritrovare la propria dimensione 
lontani dalle provocazioni estetiche che avvolgono il
 quotidiano. Non più una cabina doccia tradizionalmente intesa, ma una cavità di dimensione variabile concepita con una chiara e sobria identità.

Nella pratica, una stanza vuota e monocroma rivestita in resina e un grande disco di vetro che, grazie ad un incasso a pavimento, diviene una lampada atmosferica: un disco doccia luminoso che irradia l’ambiente. Su di esso è centrato in alto il soffione Sospesa che accentua i giochi di riflessione grazie alla sua cromatura. Il corpo diventa protagonista dello spazio in cui atmosfere di luce e giochi d’acqua trasformano in emozione la forma e il colore.

 


Minou, arch. Giovanni Bartolozzi, arch. Michela Sardelli, Firenze


- Spell, arch. Costanza Banzola e Maurizio Domolato, Collecchio, Parma Motivazione della giuria: Il progetto interpreta l’interno di uno dei luoghi tipici dello spazio abitativo, in maniera innovativa, senza interferire sul piano estetico e funzionale. La collocazione del box doccia, completamente a scomparsa, va oltre il convenzionale perimetro di costruzione. Soffione utilizzato: “ROD”

Il concept: Il progetto nasce da una sfida, dalla ricerca per contestualizzare uno scenario innovativo per l’ambiente doccia. La scelta è stata calata all’interno di una problematica attuale, quella dello spazio minimo e delle nuove forme dell’abitare. Spell, doccia a scomparsa, integrata ad un armadio con funzione multiuso, risponde ai requisiti di innovazione, uso dello spazio minimo, arredo integrato all’ambiente. Pertanto risulta progetto ideale per monolocali, ambienti quali open space o loft, doccia integrativa per seconda camera o spazi accessori, arredo per piccole strutture alberghiere.

Spell risulta spazio funzionale (doccia) e spazio ordinatore (armadio per riporre oggetti e vestiti - doccia a scomparsa); è realizzata su piano rialzato in teak a listelli per la raccolta dell’acqua ed inserimento scarico su parete laterale. Tale accorgimento consente di inserire Spell sia negli ambienti di nuova realizzazione, sia negli ambienti già esistenti. Le ante laterali vengono sfrutta- te ad uso armadio/ripostiglio. Spell soddisfa ogni esigenza di comfort e di linearità, risulta adat- tabile ad ogni ambiente per effetto materico e disposizione modulare. Spazi nascosti ordinati e ordinatori: Spell. Quasi un incantesimo. ROD, il soffione tondo con fissaggio a parete è il dettaglio tecnico, formale e funzionale in perfetto abbinamento con Spell.

DIMENSIONI: cm. 360x60 + cm 60 di ingombro laterale. Adattabile ad un minimo di cm 180x60. Altezza pari a cm 240. Spell è stata concepita utilizzando moduli compositivi di cm 60x60, perfettamente realizzabili e modulabili per ogni ambiente.


Spell, arch. Costanza Banzola e Maurizio Domolato, Collecchio, Parma

Ponsi Lab

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